Alice nel paese delle meraviglie



“Vorresti dirmi che strada devo prendere, per favore?”
“Dipende, in buona parte, da dove vuoi andare” rispose saggiamente il Gatto.
“Dove, non mi importa molto” disse Alice.
“Allora qualsiasi strada va bene” disse il Gatto.
“… purché arrivi in qualche posto” aggiunse Alice per spiegarsi meglio.
“Per questo puoi stare tranquilla” disse il Gatto. “Basta che non ti stanchi mai di camminare”.


Alice nel paese delle meraviglie è la storia di una bambina di sette anni che si ritrova in un mondo fantastico, in una dimensione onirica in cui il tutto appare senza senso. All’interno di questo nonsense fatto di personaggi creati dalla fantasia di Carrol, Alice porta la sua logica, razionalità e autocontrollo. Il viaggio di Alice, non privo di inquietudine, è fatto di mare di lacrime, di personaggi irreali in un contesto astratto, di dialoghi paradossali, indovinelli senza risposta, mutazioni repentine del corpo, situazioni imprevedibili, ironia e magia che danno al viaggio un sapore di tragedia, comicità e imprevedibilità. Alice dovrà confrontarsi con sentimenti di rabbia, dispiacere, spavento, noia, paura, piacere, vergogna, frustrazione e tanto altro nel momento in cui entrerà in relazioni con situazioni che escono fuori dai suoi schemi mentali, che non corrispondono alle sue aspettative, in un mondo che velocemente va avanti seguendo delle regole che ai suoi occhi appaiono senza senso. Come uscirne? Alice si sveglia nel momento in cui la Regina di cuori esclama “Via la testa!”. Alice appare l’unico personaggio munito di autocontrollo in un mondo caotico, irrazionale, pazzo ai suoi occhi, ed è questo incontro tra il certo e l’incerto, tra il prevedibile e l’imprevedibile che fa di questo viaggio inquietane un’esperienza meravigliosa, unica ed irripetibile. È solo tagliando la testa, la logica, la razionalità che ci è possibile scoprire il senso profondo di quello che ci appare senza senso, di ciò che fa paura perché imprevedibile, in continua mutazione, incerto, sconosciuto, incontrollabile, incomprensibile, estraneo ma che se si ha il coraggio di attraversare senza giudizio allargherà gli occhi ed il cuore fino alla meraviglia.