Pragmatica della comunicazione umana


"Non sono le cose in se a preoccuparci, ma le opinioni che ci facciamo di esse"
(Epitteto, I sec. a.C.)




Una ragazza che studiava in un college correva il rischio di essere bocciata perché non riusciva ad alzarsi in tempo per seguire le lezioni delle otto. Qualsiasi cosa facesse non riusciva a stare in classe prima delle dieci.
La ragazza si rivolge allo psicoterapeuta il quale dichiara che il problema era facilmente risolvibile se lei avesse seguito le sua indicazioni.
Prescrizione: mettere la sveglia alle sette del mattino. Svegliarsi e decidere: A- alzarsi per prepararsi ed andare alla lezione delle otto, B- rimettere la sveglia alle undici del mattino e rimanere nel letto senza ascoltare musica o vedere la televisione o dormire. Divieto: non alzarsi prima delle undici (un’ora dopo le sue alzate abituali).
Il primo giorno la ragazza era riuscita a dormire, dal secondo si era incominciata ad annoiare nel letto senza fare niente e poi non riusciva più ad addormentarsi dalla sette in poi. Da quel momento iniziò a seguire le lezioni regolarmente.
Questo esempio che si trova verso la fine del libro può sembrare poco indicativo ma racchiude in se una delle modalità di utilizzare il paradosso in psicoterapia. Questa modalità si chiama: prescrizione del sintomo ed è una delle molte modalità di intervento paradossale che si possono classificare con il termine di doppio legame.
I sintomi che i pazienti riportano vengono vissuti come automatici ed involontari, nel momento in cui agli individui viene prescritto di operarlo volontariamente ci si trova in una situazione paradossale per cui ci si rende conto che ciò che era involontario è sotto il nostro controllo e viene persa la caratteristica di automaticità. Quello che posso fare posso anche non farlo. Se si vuole disubbidire alla prescrizione del terapeuta è necessario smettere di comportarsi sintomatologicamente.
Gli individui (ma anche le famiglie, le nazioni ecc.) si trovano invischiati in modalità comportamentali che qui chiamiamo “comunicazioni” di tipo automatico, come se stessero giocando dei giochi senza fine con delle regole ben precise. (esempio: coniugi che ricorrono ad una terapia perché litigano sempre, A si lamenta che B beve troppo e che per questo deve prendersene cura e comandare , B che si lamenta perché A è troppo dominante. È chiaro che sia l’uno che l’altro mettono l’altro in condizione di fare quello che fanno. Questo diventa col tempo un gioco senza fine. Prescrizione: prescrivere che A beva, prima di andare a dormire, un bicchiere in più di B. Questo fa si che A che è sobria diventi la persona da accudire e che B, che invece beve molto, si trovi nei panni di chi rimane lucido e quindi che possa prendersi cura di A).
Uscire dal gioco (operare il cambiamento) è possibile se chi vi è implicato riesce a metacomunicare su di esso. Comunicare sulla comunicazione non è semplice, nessun cambiamento si può operare dall’interno e quindi, secondo gli autori, noi terapeuti possiamo intervenire da outsider esperti e cambiare le regole del gioco. Tale prescrizione, secondo gli autori, produce l’insight.
L’individuo, la famiglia ecc. si relazionano in un sistema veicolati dalla comunicazione (manifestazioni osservabili). La comunicazione ha una sintassi, semantica e un aspetto pragmatico, quest’ultimo è quello che interessa di più alla psicologia per le conseguenze che provocano sul piano relazionale e pratico.
Gli studiosi della pragmatica della comunicazione elencano cinque assiomi di essa:
1. Impossibilità di comunicare ® in modo intenzionale o non, efficace o non, le parole e i silenzi hanno tutti un valore di messaggio, influenzano l’altro che risponde e ci influenzano
2. Livelli comunicativi di contenuto e di relazione ® il messaggio include una notizia (contenuto) e un comando (aspetto relazionale). Esempio: stai zitto! (ridendo) o stai zitto! (arrabbiato); stessa notizia ma diverso comando. I due livelli non vanno confusi altrimenti ci si trova immersi in un paradosso. Diciamo che l’aspetto relazionale classifica la notizia.
3. La punteggiatura della sequenza di eventi ® la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti (per es. chi è attivo o passivo)
4. Comunicazione numerica e analogica ® la comunicazione è composta di due aspetti: analogico e numerica. Dobbiamo tradurre da un livello ad un altro e questo può creare ambiguità.
Il livello numerico ha a che fare con il contenuto
Il livello analogico ha a che fare con l’aspetto relazionale
5. Interazione complementare e simmetrica ® nella comunicazione il comportamento dell’altro (gruppo o partner) può cambiare in maniera progressiva per simmetria (somiglianza) o per complementarietà (differenza).
Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetriche o complementari a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza.
Ogni assioma implica delle comunicazioni patologiche.
1. Schizofrenia, che vive nel dilemma di non comunicare e accettare l’idea che anche il diniego della comunicazione comunica qualcosa.
Di fronte all’impossibilità di non-comunicare si possono avere diverse reazioni:
a. Rifiuto della comunicazione
b. Accettazione della comunicazione
c. Qualificazione della comunicazione
d. Il sintomo come messaggio non verbale che serve come alibi alla non-comunicazione
2. Quando il disaccordo fra due persone (o fra due gruppi o nazioni ecc.) è a livello di contenuto, si risolve facilmente con prove oggettive. Quando il disaccordo è a livello relazionale bisogna iniziare a parlare di se stessi (metacomunicare). Spesso le coppie litigano su contenuti stupidi senza accorgersi che il disaccordo è a livello relazionale. Rendere visibile l’accordo a livello di contenuto mette in evidenza che il disaccordo è nella relazione, rinvia cioè al regno della metacomunicazione.
Nella comunicazione a livello di relazione gli individui definiscono loro stessi, diciamo che gli individui devono comunicare con gli altri per avere la consapevolezza di sé.
Di fronte a tale esigenza le persone rispondono con:
a. Conferma
b. Rifiuto
c. Disconferma (il messaggio è: tu non esisti. Questo succede nelle famiglie schizofreniche)
Sia la conferma che il rifiuto da parte dell’altro implica che l’altro abbia percepito il nostro punto di vista. Nella disconferma no (caso della schizofrenia).
La sequenza dell’aspetto relazionale della comunicazione è:
Io ti dico come mi vedo®Tu reagisci nei tre modi®Mi dici come mi vedi e mi comunichi anche®Ecco come vedo che mi vedi.
Si potrebbe continuare all’infinito ma gli autori si fermano qui.
3. Errori nella punteggiatura avvengono perché si da per scontato che i comunicanti posseggano le stesse informazioni e che delle stesse ne traggano la stessa conclusione. Per uscire da queste situazioni bisogna metacomunicare, uscire dal circolo vizioso.
Esempio
Io ti scrivo una lettera con una proposta di lavoro
Tu mi rispondi che accetti
La lettera di risposta si perde
Io non ti considero più perché ti ritengo un maleducato
Tu non mi consideri più per lo stesso motivo.
Soluzione: metacomunicare, cioè ripunteggiare la sequenza degli eventi per uscire dal circolo vizioso.
In questo discorso rientra quello della profezia che si auto avvera per cui ci si comporta al fine di provocare alcune reazioni.
4. La traduzione dal linguaggio analogico a numerico (logico) implica l’aggiunta di elementi mancanti, tale lavoro è suscettibile ad interpretazioni diverse a volte anche incompatibili. Ognuno lo traduce immettendo gli elementi che gli permettono di mantenere intatto l’opinione che egli ha della natura della relazione.
Questo è un importante compito dello psicoterapeuta.
Per Jung: il simbolo si manifesta dove la numerazione non è possibile o dove non è più possibile (es. isteria).
5. La complementarietà e la simmetria sono presenti in tutti gli scambi comunicativi efficaci ma possono diventare inefficaci e cioè sono potenzialmente patologiche.
a. Escalation simmetrica® in tali scambi vi è la presenza di competitività (es. coniugi che litigano secondo uno schema del tipo: A tu sei disordinato, B e tu sei un pignolo A tu devi sempre metterla sul personale, io mi limito a fare un’osservazione B sei tu che esageri io e blablabla….escalation simmetrica cioè fondata sulla somiglianza che implica una retroazione (il comportamento di uno influenza quello dell’altro e viceversa) positiva con deviazione amplificatrice….si finisce ai piatti!!!
b. Complementarietà rigida®(es. pag 100) retroazione negativa, stabilizzatrice.
Gli individui si trovano all’interno di sistemi in cui si comportano (comunicano) con modelli ridondanti (modelli di interazione ripetitivi). Il sistema per noi è costituito da uno o più comunicanti impegnati nel processo di definire la natura della loro relazione.
Il sistema è influenzato da un ambiente.
Il sistema famigliare è un sistema aperto ed in quanto tale ha delle caratteristiche specifiche quali:
§ Totalità, Gestalt o non sommmatività
§ Retroazione o correlazione circolare
§ Equifinalità e cioè che il risultato finale dipende dalla natura dell’organizzazione e non dai postulati iniziali
Il sistema interattivo stabilisce delle relazioni che funzionano in base a principi di limitazione (le varie comunicazioni restringono il numero delle mosse successive come il gioco degli scacchi) e in base a delle regole di relazione (modelli) o ridondanze.
Gli organismi si relazionano utilizzando delle comunicazioni che chiamiamo paradossali.
Esistono tre tipi di paradossi:
1. logico-matematici o antinomie: autocontraddizioni in base alle regole accettate dal ragionamento
2. definizioni paradossali o antinomie semantiche
3. paradosso pragmatici
Gli ultimi sono quelli che ci interessano per la loro ripercussione sul versante comportamentale. I paradossi pragmatici sono di due tipi:
a. Ingiunzioni paradossali. Il barbiere è un saldato a cui viene ordinato dal capitano di radere tutti i soldati della compagnia che non si radono da soli, ma nessun altro. Paradosso: il soldato barbiere dove si colloca? Tra i sodati o il barbiere?
b. Predizioni paradossali. Un docente dichiara ai suoi studenti che farà un compito a sorpresa tra lunedì e venerdì. Secondo il ragionamento degli studenti: se il compito non viene fatto entro giovedì non potrà essere fatto venerdì perché non sarà più a sorpresa. Quindi si può escludere venerdì, per lo stesso motivo si possono escludere gli altri giorni. Per cui gli studenti si convincono che non ci potrà essere un compito a sorpresa. La convinzione degli studenti che non potrà esserci un compito a sorpresa è la precondizione necessaria affinché il professore possa realizzare la predizione, infatti in qualunque giorno lo farà sarà a sorpresa visto che gli studenti si sono convinti che non ci potrà essere un compito a sorpresa.
Le ingiunzioni paradossali (doppio legame, due legami legano la stessa persona) devono essere disobbedite per essere obbedite. (Ignora questo segnale, si trova scritto in un cartello stradale su una autostrada…per ubbidire devo disubbidire, questo è il legame doppio cui non c’è soluzione). Nel doppio legame non vi è consapevolezza della contraddizione che la situazione comporta.
Se il doppio legame diventa il modello predominante di comunicazione allora l’elemento più disturbato può presentare le caratteristiche della schizofrenia.
Affinché si realizzi, invece, una predizione paradossale è necessario (come da esempio) che ci sia una relazione fra fiducia e risultati predetti.
I paradossi non sono semplici contraddizioni poiché in quest’ultimi si può trovare una soluzione (anche se dannosa) mentre nel paradosso la soluzione non è possibile se non uscendo fuori dal modello (metacomunicando) o con l’aiuto di un outsider esperto esterno, cioè lo psicoterapeuta o il maestro zen, che utilizza il paradosso per operare il cambiamento. Link